Terremoto del 24 agosto 2016

Un terremoto violento che ha spazzato via troppe cose in una notte tranquilla di agosto, un 24 agosto, che rimarrà indelebile nel cuore di molti. E’ stato un risveglio alle ore. 03.36, in cui il letto si muoveva, troppi secondi in cui la paura ha preso il sopravvento. Roma ha tremato, mentre crollavano borghi interi del centro Italia. Le immagini corrono ancora in televisione, ma non sono abbastanza per raccontare il dolore di chi non c’è più, di chi ha perso tutto, dai ricordi agli affetti. Purtroppo non c’è tempo neppure per le lacrime a volte, nella speranza di salvare qualcuno ancora sotto le macerie. E’ il dolore di chi come me ha sangue di quella terra, una terra fatta di cose semplici, di chi è cresciuto passando le estati coi nonni al paese, a mangiare frutta e verdure degli orti, a correre con la bici per le stradine con gli altri bambini del posto, coi cuginetti o con i “romani”  in vacanza come me, in attesa di tornare a settembre in città con la scuola. Amatrice, Accumoli nel reatino, Pescara ed Arquata del Tronto sono distrutte. E’ stata una notte di paura, per i parenti nel Reatino, di lacrime a vedere tutta questa sofferenza. Le domande sono tante, i perchè non hanno risposte e il tempo scorre a cercare le vittime. Uomini delle forze dell’ordine, volontari, cani, Vigili del Fuoco, Militari costantemente sono al lavoro, non si fermano, corrono con le loro forze da Tutta Italia per aiutare questi paesi. Borghi meravigliosi del centro che  raccolgono turisti che scappano dalla calura estiva a trovare fresco e cibo buono con sagre che animano le notti d’estate. Troppe morti, dispersi da cercare, tuttavia la speranza ancora scorre nel sangue dei volontari e degli uomini impiegati nei soccorsi. Ma più passano le ore, più i disagi aumentano, è il momento dei funerali, delle corse in ospedale dai feriti. Il dolore è davvero tanto da sopportare, ma la vita vince sulla morte e nel fondo del cuore occorre trovare la forza di reagire e di continuare a camminare.

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