Il pellegrinaggio delle 7 chiese.

18 settembre 2015: torna il pellegirnaggio delle sette chiese, un appuntamento che non si può perdere. ore 19.00 Chiesa di Santa Maria Nuova, messa di inizio pellegrinaggio, il pellegrinaggio di Roma, quello delle sette chiese, forse il più antico della storia romana.
C’è sempre Padre Maurizio Botta con la sua solita grinta e la sua solita verve, lui nato nell’oratorio di San Filippo Neri, da tutto se stesso ad ogni pellegrinaggio.
Mi guardo intorno e vedo facce note, di chi come me è cresciuto in Diocesi e che tangenzialmente ha conosciuto nei vari movimenti ragazzi cresciuti vicino alla chiesa. Siamo cresciuti tra scout ed azione cattolica, per poi arrivare al Rinnovamento dello Spirito, al Cammino Neocautecumenale, al Movimento dei Focolari o ai dieci comandamenti di Don Fabio Rosini, ma siamo sempre noi, quelli che 15 anni fa cantavamo sotto il palco di Tor Vergata “L’Emmanuel” abbracciando San Giovanni Paolo II. Ci sono anche tante facce nuove, che per la prima volta affrontano questo pellegrinaggio. Non sono una veterana. la prima volta l’ho fatto l’anno scorso ed è stata un’emozione grandissima. tutti siamo vestiti comodi con scarpe da ginnastica e zainetto in spalla. tutti pronti ad affrontare i 24 km che ci porteranno tra 12 ore a chiudere il pellegrinaggio a Santa Maria Maggiore.
Il caldo soffoca e sembra che il cielo ci tocchi. Partiamo già tra i clacson delle auto a cui intasiamo i semafori. 600 persone che si muovono a piedi non è una cosa facile da gestire, menomale che c’è sempre chi ci guida. Uomini e ragazzi coi fratini arancioni che ci guidano e gli apostoli con le loro bandierine, i 12 apostoli, che offrono il loro servizio. Con le nostre radioline ascoltiamo le meditazioni. Meditazioni forti che si fondano sulla contrapposizione di vizio e virtù e meditando un viaggio fatto da Gesù nel Vangelo e le sette effusioni di sangue.
Le sette chiese di Roma: San Pietro, San Paolo Fuori Le Mura, San Sebastiano, San Giovanni in Laterano, Santa Croce in Gerusalemme, San Lorenzo Fuori le Mura e Santa Maria Maggiore, con altre piccole tappe intermedie Santo Spirito in Sassia, San Bartolomeo all’Isola tiberina, San Benedetto a Testaccio, la Parrocchia di San Filippo Neri in Eurosia alla Garbatella e lo splendido passaggio in notturna alle catacombe di San Sebastiano.
Le gambe non si sentono più, è la forza di volontà e della preghiera che ci manda avanti, sgranando un rosario si prega per i propri cari, per i malati e sorpatutto si ringrazia Dio per la persona che ci ha portato su questo cammino durante dei momenti toccanti sul Lungotevere.
Il bello delle Sette Chiese è proprio lodare camminando mentre intorno a noi la città eterna scorre nel suo traffico sempre caotico. E’ strano anche vedere lo sguardo delle persone magari a fumare fuori dai locali guardare 600 persone che camminano ad una sola voce tra un padre nostro ed un ave maria.
Il momento per me più forte spiritualmente è l’arrivo alla Basilica di San Sebastiano, il segno che si fa e il successo attraversamento delle Catacombe completamente in silenzio dove si sentono solo i rumori dei passi e quasi all’alba giungere alla fine.
Il più stancante è San Lorenzo Fuori le Mura, ormai è giorno, si sono passate le sei, il traffico riprende in modo più sostenuto e sento l’odore di casa che è lì poco distante, ma si continua ancora fino a Santa Maria Maggiore.
Quando finiamo la stanchezza è tanta, Padre Maurizio gronda di sudore, ma nei suoi occhi come nei nostri c’è la gioia e la consapevolezza di aver partecipato ad un’esperienza straordinaria.

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