re lear

Re Lear
di William Shakespeare
traduzione Cesare Garboli
regia e adattamento Giorgio Barberio Corsetti
produzione Teatro di Roma – Teatro Nazionale e Teatro Biondo Palermo
scene e costumi Francesco Esposito
luci Gianluca Cappelletti
musiche composte e eseguite dal vivo Luca Nostro
ideazione e realizzazione video Igor Renzetti e Lorenzo Bruno
assistente alla regia Giacomo Bisordi
con Ennio Fantastichini
e Michele Di Mauro, Roberto Rustioni, Francesco Villano, Francesca Ciocchetti, Sara Putignano
Alice Giroldini, Mariano Pirrello, Pierluigi Corallo, Gabriele Portoghese, Andrea Di Casa
Antonio Bannò, Zoe Zolferino
dal 21 novembre al 12 dicembre 2017
Teatro Argentina di Roma

Vedere a teatro Re Lear, una delle opere più belle di William Shakespeare, è sempre una grande emozione. Lear è un re che potrebbe essere ambientato nei giorni nostri. L’economia, i soldi ed il potere regolano la società inglese e lui è un Re che non vuole tutte queste responsabilità e cerca di occuparsi del niente e di oziare. Soddisfare il proprio piacere ed avere indietro i tempi della giovinezza sono gli impulsi che lo animano… Ma questo modo di vivere così effimero si scontra con il baratro della realtà… una guerra che non si può tralasciare.. E’ un re che non può essere aiutato perchè ha creato il vuoto intorno a sè e da questo vuoto può ricostituirsi forse come persona… Quello che cerca è l’amore e lo fa non donandosi a chi gli vuole bene. La ricerca del potere alberga nel suo cuore e come un’epidomia si diffonderà in questa tragedia. C’è la famiglia alla base dove un padre non capisce i figli e i figli tradiscono o potrebbero salvare il padre. In quest’opera quello che più colpisce è proprio il nero dell’anima che passa attraverso gli occhi del protagonista. Quest’adattamento cadenza le varie fasi della tragedia ed i personaggi si muovono sul palco fendondo il buio e colorandolo con i loro sentimenti: passione, doppiogioco, tradimento, lealtà che si alternano e restano vicine come in un ossimoro sul quale si gioca tutta la storia. Lear tornerà proprio da dove è partito, spogliandosi di quello che lo ha rivestito fino a quel momento. Ennio Fantastichini è una garanzia di successo ed è davvero una bellissima rappresentazione che non si può perdere.

Voto 4 su 5.

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