Il mio blog – Maria Alessia Del Vescovo – cultura Qualcuno volò sul nido del cuculo

Qualcuno volò sul nido del cuculo

Qualcuno volò sul nido del cuculo
Teatro Eliseo
di Dale Waserman
dal romanzo di Ken Kesey
traduzione di Giovanni Lombardo Radice
uno spettacolo di Alessandro Gassman
prodotto da Fondazione Teatro di Napoli
Scene di Gianluca Amodio
Costumi di Chiara Aversano
Disegno luci di Marco Palmieri
Musiche di Pivio e Aldo De Scalzi
Videografie di Marco Schiavoni.
con
Daniele Russo – Dario Danise
Elisabetta Valgoi – Suor Lucia
e con
Mauro Marino – Muzio Di Marco
Giacomo Rosselli – Adriano Bernardi
Emanuele Maria Basso – Giacomo Buganè
Alfredo Angelici – Manfredi Delle Donne
Daniele Marino – Fulvio Calabrese
Gilberto Gliozzi – Ramon Machado
Davide Dolores – Dr. Graziano Festa
Antimo Casertano – Assistente Lorusso
Gabriele Granito – Assistente Esposito
Giulia Merelli – Infermiera Spina, Titty Love

Qualcuno voò sul nido del cuculo, non è un’opera come le altre. Torna Alessandro Gassman al Teatro Eliseo con un’opera bellissima che ha totalizzato il sold auto e 150 repliche. Gassman non ha bisogno di presentazioni, è un maestro del palcoscenico e ci riporta nella vita di Dario che con la sua parlantina non vuole lavorare e si ritrova, fingendosi pazzo, in un centro psichiatrico per non andare in carcere. La sua fama di mariuolo è ben conosciuta. Qui si ritrova nella vita di persone particolari, ferite dalla vita, con le loro “psicosi” condiscono una storia dove l’emarginazione, ne è la protagonista principale. C’è Ramon a ricordarci che le mura grigie di un istituto per malati di menti, non possono essere la fine delle persone “speciali” come loro. La pièce tratta dall’adattamento scenico di Dale Wasserman creata nel 1971 per Broadway, che fu il pilastro anche dell’altra sceneggiature dell’omonimo film Miloš Forman, interpretato da Jack Nicholson – diventato un capolavoro della storia del cinema, è riproposta nella rielaborazione dello scrittore Maurizio De Giovanni. In questa splendida realizzazione ritroviamo la forza visionaria di un racconto che invece di essere ambientata in California viene ricostruita nell’Ospedale psichiatrico di Aversa. Lo spettatore è catturato dalle emozioni, dalle visioni, dalla voglia di libertà dei protagonisti. I sogni non si possono cancellare anche in persone emotivamente fragili come i protagonisti di quest’opera teatrale. L’animo umano è il vero protagonista nelle maschere dei personaggi che chiuse nel loro isolamento, si ritrovano circondate dalla paura per le angherie perpetrate della capo infermiera… Gassman sa dare una visione corale ai personaggi e grazie a delle tecniche cinematografiche ben congeniate creano uno spazio visionario in cui si viene catapultati. Le musiche colpiscono nel segno, come un’ago che cuce un lembo si stoffa senza permettergli di spostarsi più. Lo spettatore è inchiodato alla sedia per ben due ore e quaranta. Davvero emozionante e coinvolgente!

Voto 4 su 5.

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