Saint Seiya

Saint Seiya o I cavalieri dello Zodiaco (nella traduzione italiana) sono stati il cartone che forse ho adorato di più nella mia infanzia ed adolescenza. 30 anni fa sbarcavano in Italia ed hanno caratterizzato i giovani della mia età. E’ la storia di cinque ragazzi orfani che si ritrovano a combattere per la loro Dea, forti del cosmo che è dentro di loro. l’anime nasce dal manga creato da Masami Kurumada che grazie alla produzione della Toei Animation ha visto la realizzazione della Trilogia classica, il capitolo Hades a cui sono seguiti:
6 nuovi manga (Episode G, Next Dimension, The Lost Canvas, Saint Seiya Ω, Saint Seiya – Saintia Shō, Kurumada Suidoken Hero of Heroes), un romanzo (Gigantomachia), due film (Le porte del paradiso e The Legend of Sanctuary), una serie di OAV (The Lost Canvas), una serie TV (Saint Seiya Ω) e l’ultima creazione: una serie ONA (Saint Seiya: Soul of Gold).
Sin da piccola la serie mi ha colpito perchè dall’idea di Kurumada in fondo a tutto c’era l’amicizia con la consapevolezza di salvare il mondo dall’ingiustizia creata da chi voleva cancellare la luce del mondo, il tutto mischiato con riferimenti sullo zodiaco, sulla mitologia, simboli di altre religionj, per dar vita ad un mondo parallelo a quello dei nostri giorni. I cinque ragazzi si ritrovano a combattere con le loro forze nemici più forti e non demordono mai, anzi diventano ogni volta più potenti: il tutto per il nome di Athena. E’ lei, la donna dai capelli viola, a muovere la serie, dalla battaglia galattica per conquistare l’armatura d’oro del Sagittario, alla guerra contro l’esercito di Atene ed il Grande Sacerdote fino alla battaglia del Santuario per continuare la guerra contro Odino ad Asgard e contro Nettuno nel regno dei mari. La serie Hades, forse la più bella e la battaglia delle battaglie negli inferi fino a Campi Elisi. Gli altri film e serie non sono al pari di queste serie. Tanto che sono rimasta stupefatta dalla serie Omega e Soul of Gold che mi sono sembrate solo un modo per far rinascere nei giovani d’oggi l’amore per questa serie animata che ha conquistato fan in tutto il mondo.
L’unica serie al pari della classica è quella “The Lost Canvas” che riprende la battaglia centenaria e fa capire da dove nasce la guerra epica moderna. Purtroppo di errori narrativi ce ne sono tanti, ma non sono quelli che ci interessano. insomma ho adorato la struttura narrativa creata proprio sulle costellazioni e sullo zodiaco, la forza che si ritrova dentro di noi che portava a dare la vita per un ideale più grande. e come tutti avevo il mio cavaliere preferito. Lo ammetto amavo segretamente Fenix e il suo carattere fuori dalle regole, dettato da una grande sofferenza provata sin da giovane. Il suo carattere indomabile che poi si dimostrerà più forte degli altri. Non ho mai invece apprezzato il personaggio principale di Pegasus perchè l’ho sempre trovato scontato, ma non posso certo andare contro il maestro Kurumada. Un altro cavaliere che mi è rimasto nel cuore è il Cavaliere dell’Ariete nascosto dietro il fascino misterioso del Grande Mu, un personaggio che ha avuto la sua valenza nella serie Hades dove finalmente gli autori gli hanno dato il giusto risalto. Devo dire che nella varie serie ogni personaggio ha avuto il suo compimento, non tralasciando mai la struttura narrativa originaria. Inoltre chi non si immedesimava nel suo cavaliere dello zodiaco che rispecchiava il suo segno? Quello che più mi ha stupito è la risonanza mediatica e merchandising che ne è scaturito fuori e a distanza di 30 anni, ancora stuzzica la platea dei giovani di tutto il mondo. Le nuove serie con i loro disegni così diversi dagli originali non mi piacciono proprio, anzi stonano con i lineamenti con cui sono cresciuta, ma che possiamo farci? Siamo figli degli anni 80, dei mitici robot e di personaggi a cui le sventure della vita segnavano la vita sin da piccoli e ci hanno insegnato a combattere con tenacia e forza.

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