Braccialetti Rossi 3

La serie Braccialetti Rossi, forte del successo delle passate edizioni, è tornata con la terza serie su RaiUno, confermandosi un buon prodotto per la fiction nostrana. Il tema delicato della malattia dei giovani viene trattato con la giusta dose di dolore, di compassione e di gioia. I giovani protagonisti sono cresciuti e si sono arricchiti anche di nuovi personaggi che entrano a far parte del gruppo. Le loro storie si intrecciano e si mescolano con quelle dell’ospedale dove vivono e di cui sono parte integrante. Devo dire che la serie a me piace molto perché, forte di un’ottima sceneggiatura e soprattutto di una colonna sonora curata da Niccolò Agliardi, entra nel cuore dello spettatore. Forse sono anche di parte, perché per volontariato ho assistito delle persone malate (anche terminali e giovanissime) e mi sento vicina a questo mondo. Quello che fa spesso più male è l’indifferenza e la solitudine che si crea in ospedale, ma come hanno dimostrato i protagonisti della fiction, con la forza dell’amicizia e con il sostegno anche del personale medico e paramedico si riescono a superare i momenti difficili e di sconforto. Non è facile raccontare queste cose, tutti noi scappiamo dalla sofferenza, per questo fa fatto un plauso a chi ha investito su questo progetto fino a portarlo in prima serata sul primo canale della Rai. Ho letto anche i libri di Espinosa da cui è tratta la serie e sono davvero toccanti. Per questo mi sento dire come i giovani protagonisti della fiction “WATANKA”
Voto 4 su 5. .

Tag:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.