Orfani Bianchi di Manzini

Orfani Bianchi, l’ultimo libro di Manzini, è un libro particolare, diverso dalla serie di Rocco Schiavone con cui lo abbiamo conosciuto. Ci troviamo con la storia di Mirta, moldava che vive a Roma, il cui passato fatto di dolore ritorna nella pagine cariche di amore e compassione dello scrittore.
Mirta scrive le sue mail in cui racconta la vita difficile di chi è costretto a lasciare la sua terra e a trovare lavoro e prendersi cura delle persone anziane per poter dare dei soldi alle proprie famiglie lasciate lontane. Tutto questo accade ad un passo da noi, senza quasi accorgersene, incontriamo in autobus o per la strada queste donne dell’est che entrano nella vita quotidiana di intere famiglie come la nostra e portano sulle loro spalle la desolazione e la solitudine di chi non ha altro da chiedere.
Antonio Manzini si confronta con un personaggio femminile, differente da Rocco Schiavone, e lo fa anche questa volta in modo egregio, con quella carica emotiva che non lascia il lettore indifferente.
Mirta conosce la vita che accompagna giorno per giorno delle persone di cui si prende cura che non aspettano altro che aspettare la morte, ma nel suo cuore c’è solo suo figlio Ilie, l’unica forza che la manda avanti ogni giorno. Lo scrittore sa regalarci un personaggio ricco di sfaccettature, la cui integrità e il cui coraggio cozzano con la miseria a cui è abituata, ma la dignità e l’amore verso Ilie forgiano il suo carattere e i suoi occhi parlano più di ogni altra cosa. Un romanzo davvero interessante che merita di essere letto, ricco di tenerezza.
Voto 4 su 5.

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