Il mio blog – Maria Alessia Del Vescovo – libri Libri: Giorgio Faletti “La Piuma”

Libri: Giorgio Faletti “La Piuma”

La Piuma
Giorgio Faletti
pp. 79
2015
Baldini e Castoldi

il libro postumo di Giorgio Faletti “la Piuma” è forse la più bella in assoluto dello scrittore che ci ha lasciato. Poche pagine in cui il letore è accompagnato in questa favoletta ove incontriamo la cattiveria umana fino a capire il verso senso delle cose. Il ruole delle cose. Seguiamo la piuma che si posa in alcuni posti nel suo cammino seguendo la sua lingua invisibile. Troviamo il Generale ed il Re che seguono la loro guerra per conquistare il Mezzo Mondo, il Curato che cerca di intercedere con il Cardinale che fede non ha… Il lettore cammina in questa melodia entrando nel Teatro ove assite allo spettacolo della Ballerina con il cuore con il cuore spezzato.
Troviamo un Giorgio che ci racconta il mondo mosso dalle sue passioni e sopratutto dell’uomo preda delle sue passioni che alla fine si trasformano in una vera e propria prigione e la piuma libera da ogni cosa che vola su un soffio d’aria e si posa dove vuole.
Il libro ha anche delle bellissime illustrazioni di Paolo Fresu, amico di Giorgio.
Grazie alla Moglie Roberta Ballesini Faletti, torniamo ad assaporare il Giorgio Faletti scrittore che ha conquistato il pubblico con romanzi quali “Io Uccido”, “Fuori da un evidente destino”.
Un bellissimo libro da leggere.

Voto 4 su 5.

Eccone un piccole estratto:

La piuma arrivò risalendo il vento.
Nessuno si accorse di questo strano fenomeno, forse nemmeno il vento stesso, che per natura ha canne da piegare e foglie da girare sulle dita e stagni da stupire con gocce di pioggia che lasciano cerchi improvvisi e bolle sulla superficie immota dell’acqua. Tracciando il suo invisibile sanscrito nel cielo, la piuma sorvolò un villaggio popolato di uomini, che come tali prestavano attenzione solo a ciò che avveniva in terra, davanti ai loro occhi. Un fabbro batteva il ferro rovente di una lama chiedendosi se sarebbe stata una buona spada, un contadino seminava il suo campo chiedendosi se sarebbe stato un buon raccolto, le donne stavano al fiume a lavare i panni chiedendosi se sarebbero diventati bianchi e immacolati. Solo i bambini correvano senza nulla chiedersi, giocando e schiamazzando per le anguste vie del villaggio, fra le case di fango e paglia, inseguiti da cani festanti che, pur senza capire, si univano al gioco. Alcuni cavalli erano impastoiati davanti alla locanda dove cavalieri senza macchia e senza paura sostavano per stordirsi di vino, procurandosi macchie sulle vesti mentre cercavano di dimenticare la loro paura. Nessuno riuscì a vedere la piuma perché nessuno aveva tempo a sufficienza per alzare gli occhi al cielo e riuscire anche solo a guardarla.

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