Cose che nessuno sa.

maria alessia del vescovo/ settembre 29, 2014/ libri/ 0 comments

Cose che nessuno sa
Alessandro D’Avenia
Mondadori
pp. 332
2011

Il secondo libro di Alessandro D’Avenia, dopo lo straordinario successo del primo “Bianca come il latte, rossa come il sangue”, è
un romanzo che ci porta nella vita di Margherita, Mita come la chiama sua fratello Andrea, quattordicenne al primo anno di liceo. La ragazzina si ritrova ad affrontare un dolore fortissimo, il suo adorato padre se ne è andato di casa e lei non riesce a superare questa situazione.
Trova una compagna di banco, Marta con una famiglia bizzarra che la capisce. Ma le parole di un giovane professore di italiano la portano ad affrontare la vita proprio come Telemaco che cerca suo padre ormai lontano da Itaca, così lei intraprende un viaggio.
Accanto avrà un ragazzino Giulio, problematico, ma ne cui occhi si rispecchia e per questo l’aiuterà in questo viaggio.
Anche il professore davanti alla risolutezza di Margherita dovrà fare i conti con la sua vita, perchè la letteratura non è solo carta, riguarda sentimenti che vive ognuno di noi.
Occorre dire che dopo il primo libro, avevo molte aspettative su questo e sicuramente D’Avenia non delude. Un linguaggio semplice che arriva dritto al cuore e che mi ha riportato indietro di 20 anni, al mio primo giorno di superiori, dove si fa il salto nella vita adulta e dove ci sono emozioni legate a “cose che nessuno sa”, perchè fanno parte della nostra vita.
Ogni personaggio all’interno del libro, fa il suo cammino attraverso il passaggio nel dolore necessario per crescere e per ritrovare la propria stabilità passando attraverso un ponte che lega il passato al presente verso un nuovo futuro.
Sicuramente questo secondo libro è più adulto rispetto al primo e quello che più mi è piaciuto è l’utilizzo del dialetto siciliano della nonna Teresa che parla con la nipote Margherita che ci riporta indietro nel tempo con le sue parole sulla vita.
Le ultime parole del Professor D’Avenia sono bellissime e le riporto fedelmente: “Proprio te ringrazio, lettore, che hai accostato l’orecchio a questa storia, come si fa con una conchiglia. E spero che tu abbia provato nel leggerla ciò che ho sentito io nello scriverla: un po’ più di amore per la vita e un po’ più di misericordia per l’uomo”.
In attesa del nuovo libro che uscirà per la fine di ottobre, questa è davvero una bella lettura.

Voto 4 su 5.

Rispondi