La mafia uccide solo d’estate

“La mafia uccide solo d’estate”, è la prima opera di Pif, al secolo Pierfrancesco Diliberto.
E’ la storia di Palermo vista dagli occhi di un bambino che poi diventa adulto, Arturo, ove la presenza della criminalità si avverte, ma dove la gente vive la propria quotidianità, cercando di vedere la realtà anche sotto gli occhi di una normalità che non esiste.
Sono gli anni 70-80 e il titolo del film è una frase detta dal padre al figlio Arturo, protagonista della pellicola ed interpretato dallo stesso Pif.
Arturo viene concepito il giorno della Strage di Viale Lazio del 1969..
Pif ci racconta le morti di quegli anni, persone che hanno fatto una storia che non si studia sui libri e che spesso viene dimenticata: le bombe di Capaci e di via D’amelio del 1992, quelle di Falcone e Borsellino, senza dimenticare l’omicidio del generale Dalla Chiesa o le morti di Pio La Torre, Boris Giuliano e Rocco Chinnici..
Arturo è un bambino e si è innamorato di Flora, e condivide questo segreto con Rocco Chinnici, giudice e vicino della bambina.
Lui è stato concepito proprio il giorno in cui Bernardo Provenzano, Calogero Bagarella e Totò Riina, unitamente ad altri componenti della famiglia Badalamenti uccisero vestiti da finanzieri Michele Cavataio..
Arturo cresce in una città muta che preferisce girare lo sguardo dall’altra parte e dimenticare quei delitti efferati..
Arturo prova a dare voce agli eroi che combattono la mafia il commissario Boris Giuliano che gli offre un iris alla ricotta, Il generale Dalla Chiesa che gli concede un’intervista, pur corrucciandosi per non poter incontrare il premier Giulio Andreotti..
Arturo cresce nella piccola emittente televisiva così come cresce la mafia fino alla morte dei giudici Falconte e Borsellino, che risveglierà nel cuore della città una nuova coscienza..
Pif debutta sul grande schermo con una storia che scuote il senso di responsabilità, per superare il silenzio e l’omertà.
Pierfrancesco Diliberto costruisce il film senza dare troppo spazio ai sentimenti e lo fa attraverso gli occhi di un ragazzino che ha i suoi sogni e le sue speranze verso il futuro e sopratutto che non accetta le regole di una cultura criminale che cresce attraverso l’atteggiamento remissivo e di accettazione della popolazione, ove è impossibile ribellarsi, che si respira a Palermo.
Pif racconta la storia con la voce di Arturo attraverso i fatti che si sussegiono, mescolando il comico e il tragico fino alle targhe che suturano le ferite che hanno lasciato quelle morti atroci di cui il protagonista legge i nomi.
Quei nomi non sono altro che il frutto di un impegno che non deve essere lasciato cadere negli angoli bui della memoria.
Il lungometraggio è stato in corcorso al Torino Film Festival del 2013, dove ha ricevuto il premio del pubblico, ed ha sorpreso la critica per la qualità tecnica e per la ricchezza dei contenuti, a volte pungenti altre toccanti.

SCHEDA FILM

Genere drammatico, commedia, storico
Regia Pif
Soggetto Pif, Michele Astori, Marco Martani
Sceneggiatura Pif, Michele Astori, Marco Martani
Produttore Mario Gianani, Lorenzo Mieli
Produttore esecutivo Olivia Sleiter
Fotografia Roberto Forza
Montaggio Cristiano Travaglioli
Musiche Santi Pulvirenti
Scenografia Marcello Di Carlo
Costumi Cristiana Riccieri
Casa di produzione Wildside, Rai Cinema
Distribuzione (Italia) 01 Distribution
Durata 90 min

Interpreti e personaggi

Pif: Arturo
Cristiana Capotondi: Flora
Claudio Gioè: Francesco
Ninni Bruschetta: Fra Giacinto
Alex Bisconti: Arturo bambino
Ginevra Antona: Flora bambina
Maurizio Marchetti: Jean Pierre
Rosario Lisma: Padre di Arturo
Barbara Tabita: Madre di Arturo
Antonio Alveario: Totò Riina

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