Frida Kahlo alle Scuderie del Quirinale

Nella cornice delle Scuderie del Quirinale troviamo una delle artiste più controverse del novecento: la messicana Frida Kahlo (1907-1954).
La mostra rappresenta un progetto che vede coinvolte sia Roma che Genova ove viene mostrata l’avanguardia messicana e di come il surrealismo abbia influenzato le sue opere.
L’allestimento genovese a Palazzo Ducale fino al 15 febbraio 2015 mette in evidenza il lato più privato di Frida e il suo amore per il marito Diego Rivera che cambierà del tutto la sua vita, lasciando un segno indelebile.
La Kahlo rappresenta una delle artiste più venerate con quell’alone seducente che lega il suo mito ormai glovale. il suo modo di vedere la vita attraverso il legame indissolubile che c’è tra l’arte e l’esistenza. i suoi dipinti non solo altro che un racconto biografico. Si respira nella sua arte gli strascichi che ha lasciato l’incidente che subì appena diciassettenne.
In lei sono condensate le trasformazioni sociali del XX secolo e sopratutto la rivoluzione messicana che cambiò il livello culturale dell’epoca.
In ogni sua opera si respira la simobologia del Messico con i suoi colori e quel linguaggio che mettono in risalto il periodo di avanguardia a cui Frida appartiene con quell’esuberabza che la resero una vera e propria rivoluzionaria.
Nella mostra romana vediamo le opere che mettono in risalto come la sua vita si confonde con la storia, attraverso dei pezzi che provengono da raccolte pubblicbe e private conservate negli Stati Uniti, in Europa ed in Messico.
Accanto a questi pezzi unici troviamo ritratti fotografici realizzati da Nickolas Muray negli anni quaranta che ci regalano una bellissima iconografia di questo personaggio.
Troviamo nei suoi dipinti l’espressività di quella corrente dell’avanguardia che poi verrà denominata Realismo magico, nel quale l’autoritratto si mescola con le figure ancestrali messicane, che hanno accresciuto il suo mito in tutto il mondo.
L’allestimento è stato curato da Helga Prignitz-Poda
dove nella mostra romana vuole mettere in risalto i movimenti culturali del tempo e l’universo privato dell’artista.

Assolutamente da vedere.
Voto 3,5 su 5

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