Memling. Rinascimento fiammingo in mostra alle Scuderie del Quirinale

Memling: Rinascimento fiammingo.
Scuderie del Quirinale
fino al 18 gennaio 2015

Le scuderie del Quirinale ospitano per la prima volta in Italia una mostra interamente dedicata all’artista fiammingo Hans Memling della seconda metà del ‘400.
L’allestimento monografico è realizzato evidenziando le grandi capacità dell’artista di Bruges e rappresentante del Rinascimento fiammingo.
I suoi splendidi ritratti con sfondo a paesaggio lo caratterizzano e lo rendono dopo la morte di Rogier van der Weyden, l’esponente di spicco di tutta l’area delle Fiandre.
Troviamo nella mostra 65 opere tra cui miniature, pale d’altare, ritratti e altre opere commissionate all’artista.
Questi nasce presumibilmente tra il 1430 e il 1440 e cresce nelle botteghe dei cosiddetti “primitivi fiamminghi” ove conosce il suo maestro Rogier van der Weyden.
Memling crea la sua bottega a Bruges divenendo famoso in tutta Europa poichè la cittadina è il cuore commerciale delle Fiandre, tanto da venire in contatto con i Medici e i D’este in Italia.
Memling rappresenta il rinascimento dell’arte nordica, quasi come anello di congiunzione con il resto del Rinascimento.
Appena si inizia la mostra troviamo l’Uomo con moneta romana (1475) del veneziano Bernando Bembo che in qualità di ambasciatore a Firenze della Serenissima si recò nelle Fiandre.
I ritratti di Memling mostrano la raffinatezza nello stile dettagliato e negli sfondi paesaggistici che danno profondità alla realizzazione attraverso scelte naturalistiche, come poi troveremo nella Gioconda di Leonardo del 1503 e La dama del Liocorno di Raffaello del 1505.
Sicuramente l’attività ritrattistica si concentra verso l’espansione della classe borghese e delle famiglie benestanti che rappresentano l’ascesa commerciale fiamminga.
Un’opera notevole è il Trittico Moreel del 1484, ove nella scena centrale dei santi è accompagnato dal ritratto della famgilia Moreel: alla destra della madre Barbara Moreel in ginocchio con le figlie accanto e a sinistra il padre William Moreel con i figli maschi.
La pittura è sicuramente l’emblema narrativo di Memling che con il suo capolavoro “La Passione di Cristo”, coglie una perfezione realizzativa nel descrivere 200 figure in 22 scene con diversi episodi che partendo dall’alto scendono in profondità a volo d’uccello verso il basso con edifici che rappresentano proprio Gerusalemme.
La tecnica di Memling è realizzata ad olio con una varietà di colori che si differenzia da quella italiana dove si utilizzava la tempera ad uovo
Si osserva inoltre che nella produzione dell’artista fiammingo vi è un’influenza di altri artisti quali Donatello nei putti e nelle ghirlande di fiori ed in altre la prospettiva tipica di Brunelleschi.
Un allestimento che mette in risalto la taratura internazione dell’artista, purtroppo poco conosciuto.
All’interno dell’allestimento previsto un laboratorio d’arte per i ragazzi dai 7 agli 11 anni.
Biglietti ridotti per scuole, famiglie, gruppi, ricercatori, dottorandi e studenti degli atenei romani sia pubblici che privati.da vedere!

Voto 4 su 5.

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