Ex

Ex
Emma Chase
Newton Compton
7 febbraio 2019

Un libro interessante che tuttavia non mi ha conquistato appieno. Il primo che leggo della Chase. La trama
l’ho trovata un pó scontata.Due ex fidanzati del liceo che si ritrovano a distanza di anni insegnanti proprio al liceo. Il libro è ben scritto e scorrevole, ma latita di contenuto. Definirlo un romance mi sembra eccessivo.
Garrett Daniels e Callie Carpenter, i due protagonisti, si sono amati e si amano ancora. Entrambi sono ben delineati, ma niente di eclatante accade tra di loro. In questa calma piatta il libro si protrae fino alla fine. Ho apprezzato molto il taglio dato dall’autrice sul rapporto insegnanti/studenti. una sufficienza meritata.

voto 3 su 5.

The good man

The good man
ogni volta che mi amerai
A.S. Kelly
11 gennaio 2019

Reid Johnston, il protagonista mi ha colpito molto e mi ha fatto entrare in un mondo che non conoscevo, quello della sua famiglia. Non ho letto infatti i primi due romanzi della serie. L’autrice scrive molto bene e cattura il lettore con le sue mille cose da dire: nel racconto infatti niente è lasciato al caso. Un uomo con un carattere difficile, che nasconde molti segreti e sopratutto un amore per una donna.
Bello il senso di appartenenza alla famiglia, alla comunità e il saper toccare temi come quello della disabilità con delicatezza. Forse dei tre fratelli Connemara, Reid è quello più complicato e combattivo. Un bel libro davvero e complimenti alla scrittrice che non conoscevo. Da leggere!

Voto 4 su 5.

se tu va via porti il mio cuore con te

se tu va via porti il mio cuore con te
silvia gianatti
leggereditore

A Valeria, incinta di otto mesi, viene detto che il battito del suo bambino non c’è più. In un attimo la sua vita cambia radicalmente. Un dolore difficile da sopportare per chi ha portato in grembo una vita fino ad allora. I sogni e le speranze: cancellati in un attimo. Un giorno inizia a scrivere e tira fuori quello che ha dentro e piano, piano, il dolore esce fuori per far entrare altro. La vita ricomincia, le lacrime lasciano il posto al sorriso, la rabbia e quel senso di ingiustizia fanno largo al sorriso e al coraggio di credere ancora nella vita. Un libro delicato e forte al coltempo, che mi ha commosso. Chi ha toccato da vicino la morte perinatale, sicuramente si ritroverà in Valeria. Non conoscevo l’autrice di cui voglio leggere altro.

Voto 4 su 5.

L’arte di ricominciare

l’arte di ricominciare
“I sei giorni della creazione e l’inizio del discernimento”
don Fabio Rosini
“Prefazione di MARKO IVAN RUPNIK”
San Paolo Edizioni

don fabio rosini ci parla dei primI sei giorni della creazione nella Genesi partendo dapprima dall’esegesi del testo per poi contestualizzarla nei fatti quotidiani e nel discernimento di ogni uomo. Ci parla della costante ricerca di Dio e di come questi opera nella vita di ognuno di noi. Avendo ascoltato queste catechesi dal vivo qualche anno fa durante gli incontri dei primi venerdì del mese nella parrocchia di San Marco al Campidoglio sita in piazza Venezia a Roma, il libro è stato un tuffo nel passato, ma come sempre don Fabio fa con un elemento di novità. Egli sa toccare il cuore dell’uditore facendolo interrogare sulla propria vita e sul rapporto con la fede. Con esempi concreti Don Fabio ti mette davanti ad un bivio: vuoi essere veramente cristiano? Allora occorre prendere delle decisioni che porteranno indubbiamente a dei cambiamenti radicali. ma quando si incontra Cristo, questo è necessario, poiché la vita vecchia viene rinnovata, va stretta. un bellissimo libro che consiglio anche a chi non crede oppure a chi sta cercando la fede.

Voto 4,5 su 5.

breithe

Breithe
Naike Ror
Self publishing

Naike Ror ci regala una breve novella e ci porta di nuovo a Bogside, subito dopo il periodo natalizio. Usheen, Sean, Donal e Aidan, Ryana, Agnes hanno le loro vite. Il passato li accuma e continuerà a farsi carico del presente, condizionando le loro scelte. Consiglio la lettura dopo Ushenn e i relativi spin off. Alla lettura – avvenuta in un attimo – ho avuto la netta sensazione che l’autrice chiudesse il capitolo della serie e come se si chiudesse il cerchio, i ragazzi di Bogside sono cresciuti e vivranno le loro esistenze.

Sanremo: pagelle seconda serata

Conclusasi la seconda serata ecco le pagelle.

Baglioni 6,5: più sciolto della prima sera, elegantissimo e bei duetti con gli ospiti.

Bisio e Raffaele 6: si stanno sciogliendo anche loro, ma manca fluidità nella conduzione.

Arisa 6,5: Sbaglia una strofa e si riprende, la sua canzone è carina e ben ritmata.

Paola Turci 6: la canzone neppure al secondo ascolto vola.

Daniele Silvestri 8,5: bella canzone che colpisce il pubblico.

Il Volo 7: vestiti più sportivi, srmbrano dei ragazzini della porta accanto, peccato perchè la canzone peró potrebbe dare di più…

Einar 4: neppure ieri è riuscito a risollevare la situazione.

Achille Lauro 7: la sua canzone piace molto.

Nek 6: la canzone non c’è e stavolta neppure la voce.

Ghemon 6: mantiene la sufficienza e viene sul palco con in cappotto stile anni 80.

Loredana Bertè 8: il suo pezzo convince e lei ha grinta da vendere.

Federica Carta e Shade 5.5: il brano sarà sicuramenre radiofonico, ma non adatto al palco dell’Ariston.

Ex Otago 6,5: la canzone non è male e la band si difende bene.

Negrita 6,5: il brano non spacca come dovrebbe, ma non è neppure da buttare, un buon compromesso per il gruppo toscano.

Ospiti 9: azzeccati da Pio e Amedeo, da Marco Mengoni a Cocciante, dalla Mannoia a Michelle Hunziker, per arrivare infine a Baudo.

Brandon McCoy

Brandon McCoy
Fleur du Mar
Self publishing

Ho letto con molta curiosità questo libro, dopo aver apprezzato l’autrice con Animal. Forse sono partita con troppe aspettative e Brandon McCoy non mi ha conquistato. Un ragazzo giovane con un gran dolore alle spalle: la morte della sorella a causa di uno strupro. Non riesce ad amare finchè nella sua vita non compare Kathleen che salva da una violenza. Anche la donna nasconde un segreto e Brandon dovrà salvare i suoi figli e lei da un marito con loschi traffici. Accanto a loro una brigata di personaggi particolari. Ho trovato il libro un po’ troppo fantastico e fuori dal tempo e dal mondo… Un viaggio per l’Europa al limite dell’inverosimile, con agenti FBI alla calcagna e tutto ovviamente diretto verso un lieto fine. Il libro non è scritto male e scorre piacevole fino alla fine. È la trama che manca purtroppo.

Voto 2,5 su 5

Sanremo 2019: pagelle prima serata

È partita la prima serata della 69^ edizione del festival di Sanremo. Queste le pagelle al primo ascolto.

Claudio Baglioni 6: difficile bissare il successo dello scorso anno, considerando la mancanza di effetto sorpresa e le polemiche sui migranti e le accuse velate di striscia la notizia.

Virginia Raffaele 6: elegante e precisa, forse emozionata. Siamo abituati a vederla camaleonticamente a cavalcare il palco coi suoi personaggi, rende meno da presentatrice.

Claudio Bisio 5: ingessato e battute troppo poco spontanee. Un po’ noioso. Aspettiamo di vederlo nelle prossime sere.

Scenografia 5: le poltrone che si spostano non le ho proprio capite. È troppo scura, non si riescono neppure a vedere i volti dei maestri dell’orchestra, bello il gioco di luci.

Dopofestival 5: anche qui Melissa Greta Marchetto, Anna Foglietta e Rocco Papaleo di certo non spaccano per simpatia, nè per sintonia. Noioso ed ovvio, tra gaffe ed errori. Bocciati.

Il Volo 7: potrebbero cantare anche lo scontrino della spesa e lo farebbero bene. La canzone peró non decolla come dovrebbe.

Paola Turci 6,5: Elegante e brava come sempre, anche la sua canzone rimane imbrigliata, peccato poteva meritare di più.

Einar 4: canzone scontata e il ragazzo di origini cubane non ha ancora molta personalità. Crescerà.

Ghemon 6: la canzone non è male, ma da uno che ha conquistato le radio con il suo stile particolare ci si aspettava di più.

Mahmood 5.5: anche lui non spacca il video con la sua canzone, peccato.

Enrico Nigiotti 6: da un reality all’altro Enrico ci riprova sul palco dell’Ariston con una canzone adatta alla sue corde, ma non proprio bellissima.

Anna Tatangelo 6: la voce c’è, il pezzo non è eccezionale. Sufficiente.

The Zen Circus 6: la prima volta sul palco dell’Ariston, voce non proprio intonatissima e brano più adatto alla radio che a teatro.

Daniele Silvestri 9: brano particolare e da uno a cui piace stupire ci si aspetta di tutto. Testo difficile che parla del disagio adolescenziale. Complimenti.

Francesco Renga 6,5: la voce è bella e spaziale, è uno che sa cantare e lo fa anche bene, il brano di Bungaro peró è qualcosa di già sentito, manca di originalità.

Nino D’Angelo e Livio Cori 6,5: il napoletano doc e il rapper si sono messi insieme per un brano che piace giá al primo ascolto.

Ultimo 8,5: il ragazzino di San Basilio scrive col cuore e sa toccare tasti dell’anima, il pezzo parte lento al piano e poi decolla. Candidato per la vittoria.

Nek 7: brano nelle sue corde, ricorda qualcosa del suo passato, lui non delude rimanendo sulla stessa linea.

Irama 6,5: pezzo forte sul dolore di una figlia, per il vincitore di Amici 2018 si prospetta alta classifica e sicuramente un buon risultato alle radio.

Ex Otago 6: canzone orecchiabile per la band che riscontrerà sicuramente un bel successo radiofonico.

Boomdabash 6,5: con la Bertè hanno conquistato le classifiche estive ed il pezzo è nelle loro corde, aspetto un secondo ascolto per il giudizio finale.

Loredana Bertè 7,5: Loredana conosce il palco ed il brano firmato da Gaetano Curreri
è una garanzia.

Negrita 7: canzone che parla ai giovani: bel ritorno per la band toscana.

Briga e Patty Pravo 5,5: una delle icone della musica italiana con un giovane rapper uscito dal talent si incontrano senza fare faville.

Motta 6,5: giovane promessa della musica con una canzone per niente male, anzi con la sua timidezza parla all’Italia.

Federica Carta e Shade 5,5: una canzone che non parte mai, purtroppo si ferma al binario di partenza.

Achille Lauro 7: entra come sorpresa del festival, vedremo come andrà la kermesse per lui, nella consapevolezza che già il successo radiofonico è in tasca.

Arisa 7: brano orecchiabile in cui la cantante non sprizza certo per simpatia, ma la voce c’è.

Simone Cristicchi 9: il più bel brano del festival, con un testo che sembra poesia. Bellissimo arrangiamento. Complimenti.